Ing. Nicola Materazzi

Nato a Caselle in Pittari in provincia di Salerno, nel 1939. Si laurea in ingegneria meccanica presso l’Università di Napoli, nella quale compie un’esperienza come insegnante di disegno, e dopo uno stage nella raffineria Mobil Oil, alla fine del servizio militare, espletato come ufficiale del Genio, approda alla Lancia di Torino. Inizialmente impiegato nell’ufficio calcoli, nell’ambito della Direzione tecnica, a partire dal 1971 incaricato a sovrintendere al progetto della vettura Stratos, della quale cura in seguito tutte le evoluzioni da rally e da pista.

Nel 1978, unificati i reparti corse Lancia e Fiat, passa all’Abarth, dove gli viene affidato il progetto della vettura Formula Fiat Abarth. Alla fine dello stesso anno transita all’Osella per la quale cura il progetto della F 2 e poi della prima F 1. Alla fine del 79 passava alla Ferrari GES, come responsabile dell’ufficio tecnico, e dal 1982 alla gestione industriale, sempre con lo stesso incarico, dove resta fino all’inizio del 1988 e dove ha presieduto al progetto delle vetture GTO, Testa Rossa, GTO evoluzione, F 40, 412 GT, 328, 208 turbo Intercooler, oltre a vari motori, quale il tipo 268 impiegato nella gare di Endurance dalla Lancia LC2. Collabora negli anni seguenti, come consulente, per varie aziende motoristiche, automobilistiche e motociclistiche. Direttore Generale Reparto corse Cagiva nel 1990-91, con responsabilità progettuale di motori e moto, alla fine di quest’ultimo anno viene chiamato alla Bugatti, quale direttore tecnico. Consulente, ancora dal 1994, per industrie motociclistiche, assume poi la direzione tecnica della I.MO.LA (Industria Motociclistica Laverda), per la progettazione del nuovo modello 750 con motore raffreddato ad acqua, e nel 1999 inizia la progettazione della vettura Edonis, presentata a Modena il 1 gennaio 2001.

Ha realizzato in totale 38 progetti, dal go-kart del 1961 alla F1, dai motori di scooter di 50 cc. ai grossi Diesel industriali di circa 30.000 cc.

La storia della Ferrari F40 (1987 - 1992)

Nata con il duplice compito di celebrare i 40 anni della Ferrari e quello di sostituire la mitica 288 GTO, la Ferrari F40 venne presentata nel 1987.

Realizzata dall’ ing. Nicola Materazzi, responsabile tecnico del progetto, disponeva di un motore V8 di 2.936 cc di cilindrata, con doppio turbocompressore di tipo IHI, quattro valvole per cilindro, con una potenza di 478 cavalli ed una coppia massima di 577 Nm a 4.000 giri.

La carrozzeria era in carbonio e la sua velocità massima era di 325 km/h, una cifra mai raggiunta fino ad allora da una vettura di serie. Era in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi.

Fu prodotta in 1311 esemplari, nonostante l'idea iniziale fosse di produrne soltanto 400 esemplari. I costi erano talmente elevati che non si pensava potesse essere venduta in molti esemplari.

Ma il successo fu davvero enorme. La Ferrari F40 è stata l'ultima ad essere prodotta con una sovralimentazione.

Ma è stata anche l'ultima Ferrari realizzata sotto la regia del mitico Enzo Ferrari.

La Ferrari F40 si faceva notare immediatamente per la sua assoluta linea spettacolare. Bassa, larga e con uno spoiler dalle dimensioni mai viste fino a quel momento.

 

Caratteristiche Tecniche

Motore 
Modello F 120 A 
Tipologia 8 cilindri a V 90° posteriore, centrale, longitudinale 
Sovralimentazione 2 turbocompressori IHI + 2 scambiatori di calore 
Distribuzione 4 alberi a camme in testa (2 per bancata), 4 valvole per cilindro (2 aspirazione + 2 scarico);
Alesaggio e corsa 82x69,5 mm 
Cilindrata totale 2936,24 cm³ 
Regime massimo 7750 g/min 
Potenza massima 351,5 KW (478 Cv) 
Potenza specifica 119,72 KW/lt (162,80 Cv/lt) 
Coppia massima 
577 Nm (58,8 Kgm) a 4000 g/min 
Trasmissione 
Frizione Doppio disco a secco con mozzo elastico 
Cambio A 5 marce sincronizzate + RM 
Differenziale Autobloccante ZF 
Prestazioni 
Velocità massima 324 Km/h 
Da 0 a 100 KM/h 4,1 sec 
Da 0 a 400 m 11,9 sec 
Da 0 a 1000 m 20,9 sec

Torna su Biografia Ing. Nicola MATERAZZI

Nicola Materazzi: l’ingegnere che creò e seguì tutto lo sviluppo della Ferrari F 40 – La belva!
Enzo Ferrari, dopo aver osservato il prototipo della 288 GTO Evoluzione (la mamma di tutte le F40), realizzato dall’ingegner Nicola Materazzi, a far si che, in una riunione privata, il Drake chiedesse al tecnico di modificare per l’uso stradale quella spaventosa creatura. Fu cosi che nacque e si materializzò la più pura ed estrema delle Ferrari stradali, dedicata a chi davvero era in grado di dominare la potenza, senza alcun filtro ausiliario. La F40 fu voluta fortemente dal grande Enzo per celebrare il quarantesimo anniversario della Casa di Maranello, ed è certamente una Ferrari per i più puri sostenitori delle prestazioni senza compromessi, anche a costo di rinunciare alle comodità e a un rapporto amichevole col mezzo. Una vera Ferrari per pochi ferraristi: non tanto per la sua rarità (ne sono state prodotte, in fondo, ben oltre il migliaio di unità), quanto per il suo carattere indomito, per il suo fascino da belva che incute timore. Bellissima, ideale per chi apprezza i missili stradali, con ali e cavità ovunque: assolutamente emozionante.
Ancora prima della sua presentazione ufficiale, che avvenne il 21 luglio del 1987 nel Centro Civico di Maranello, Ferrari aveva già in tasca 900 ordinazioni, di persone che al solo sentire la descrizione della macchina non indugiarono ad estrarre una cospicua caparra per entrarne in possesso. La vettura, che era fondamentalmente una derivazione della 308 GTB, avrebbe sconvolto l’ambiente automobilistico per la sua estetica aggressiva e per le prestazioni davvero notevoli. 
Nicola Materazzi, l’ingegnere che la creò e seguì tutto lo sviluppo, ne parla come di una figlia, anche se la genesi di questa vettura risale al prototipo 288 GTO Evoluzione, che lui stesso progettò e addirittura definì stilisticamente. Quest’auto, che fu prodotta in soli due esemplari dalla Ferrari e fu sviluppata in altri 3 dalle officine Michelotto di Padova, era una vettura destinata alle competizioni nella categoria Prototipi, ma aveva molte soluzioni che sarebbero poi state girate direttamente sulla F40: affiancata alla 288 GTO Evoluzione, infatti, la F40 evidenzia chiaramente la sua parentela con questo mezzo da corsa. Ma non è ovviamente solo per questi particolari che le due vetture si “sovrappongano”.
Si tratta di un’affinità intima nel carattere dinamico e nella risposta al pilota. Mamma e figlia infatti in modi diversi, più o meno estremi, sono due espressioni della più pura e radicale voglia di sensazioni forti, di controllo totale da parte del pilota del sistema vettura. Nessun filtro, nessun aiuto da parte di congegni elettronici in grado di proteggere il pilota da eventuali errori: la F40 rappresentava la potenza allo stato dell’arte.
Ferrari, chiedeva a chi si sarebbe dovuto preoccupare delle forme, e cioè il solito Pininfarina, di trasmettere ai clienti lo spirito agonistico in un’esuberante vestito stradale: come dire, tornare alla tradizione delle Ferrari da corsa, che venivano anche usate nel modo più comune dai loro proprietari. Poi ci voleva una spinta fortissima, e quindi ai motoristi era richiesto di studiare un propulsore adeguato. Fu accontentato dall'Ing. Materazzi.